IL DATTERO NELLA RELIGIONE

Il Corano descrive il parto di Maria nella XIX Sura come una scena tipica degli arabi del deserto e non degli ebrei palestinesi al tempo di Gesù.
Il parto non è avvenuto in una stalla o in una grotta, ma all’aperto, nei pressi di una palma sotto la quale Maria giace affranta. La voce di “sotto la palma” che interviene è quella del bambino.
Lì nella solitudine riceve consolazione da Gesù stesso, acqua corrente e datteri freschi, proposti alla fine per dimenticare. Maria è invitata a cibarsi e a dissetarsi da una sorgente che Dio fa scaturire ai suoi piedi.
Tutto avviene nell’intimità di un primo dialogo tra Madre e figlio. “Ed essa lo concepì e s’appartò col frutto del suo seno in luogo lontano. Ora le doglie di parto la spinsero presso il tronco di una palma e disse: “Me disgraziata! Fossi morta prima, e fossi ora già del tutto dimenticata!”. E la voce di Gesù di sotto la palma: “Non rattristarti!. Il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi: scuoti il tronco della palma e lascia cadere su di te datteri freschi e maturi. Mangia e bevi e asciuga gli occhi tuoi” (19,22-25)